Eravamo io e te e poteva bastare
Eravamo io e te, storie da consumare
Eravamo io e te.
A Roma c’era la neve. Ci dovevamo fidare.
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Normale - Velvet

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Ci sono cose che non capisco, a cui nessuno da’ la minima importanza. E quando faccio una domanda mi rispondono con frasi di circostanza…
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Cose che non capisco - Caparezza
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Fu nel parco di un manicomio che incontrai un giovane con il volto pallido e bello, colmo di stupore.
E sedetti accanto a lui sulla panca, e dissi: “Perchè sei qui?”.
E lui mi rivolse uno sguardo attonito e disse: “E’ una domanda poco opportuna, comunque risponderò. Mio padre voleva fare di me una copia di se stesso, e così mio zio. Mia madre vedeva in me l’immagine del suo illustre genitore. Mia sorella mi esibiva il marito marinaio come il perfetto esempio da seguire. Mio fratello riteneva che dovessi essere identico a lui: un bravissimo atleta. E anche i miei insegnanti, il dottore in filosofia, e il maestro di musica, e il logico, erano ben decisi: ognuno di loro,voleva che io fossi il riflesso del suo volto in uno specchio.
Per questo sono venuto qui. Trovo l’ambiente più sano. Qui almeno posso essere ME stesso”.
E di scatto si volse verso me e chiese: “Anche tu sei qui a causa dell’educazione e dei buoni consigli?”
Ed io risposi: “No, sono qui in visita”.
E lui disse: “Ah, ho capito. Vieni dal manicomio dall’altra parte del muro”.
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Il Folle - G. K. Gibran

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Se io avessi un mondo come piace a me, la’ tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’e’, perche’ tutto sarebbe come non e’, e viceversa! Cio’ che e’, non sarebbe e cio’ che non e’, sarebbe!
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Non e’ malinconia… E’ neve.
C’e’ che sei un bel problema.
C’e’ che mi vieni in mente anche quando non dovresti.
C’e’ che mi fermo a pensarti anche se sono incazzata con te.
C’e’ che mi ritrovo a scriverti un sms anche sapendo che poi me ne pentiro’.
C’e’ che fa nulla che e’ solo uno sfogo e che sono folle a scriverlo.
C’e’ che fa freddo, e tanto… Anzi… C’e’ che nevica e… Ciao.
O troppo alta, o troppo bassa
Le dici magra, si sente grassa
Son tutte bionde, lei e’ corvina
Vanno le brune, diventa albina
Troppo educata, piaccion volgari
Troppo scosciata per le comari
Sei troppo colta preparata
Intelligente, qualificata
Il maschio e’ fragile, non lo umiliare
Se sei piu’ brava non lo ostentare
Sei solo bella ma non sai far niente
Guarda che oggi l’uomo e’ esigente
L’aspetto fisico piu’ non gli basta
Cita Alberoni e butta la pasta
Troppi labbroni non vanno piu’
Troppo quel seno, buttalo giu’
Bianca la pelle, che sia di luna
Se non ti abbronzi, non sei nessuna
L’estate prossima con il cotone
Tornan di moda i fianchi a pallone
Ma per l’inverno la moda detta
Ci voglion forme da scolaretta
Piedi piccini, occhi cangianti
Seni minuscoli, anzi giganti
Alice assaggia, pilucca, tracanna
Prima e’ due metri, poi e’ una spanna
Alice pensa, poi si arrabatta
Niente da fare, e’ sempre inadatta
Alice morde, rosicchia, divora
Ma non si arrende, ci prova ancora
Alice piange, trangugia, digiuna
E’ tutte noi, e’ se stessa, e’ nessuna.